Libri vecchi o libri nuovi? Voi quale preferite?

Stacks of books

Proprio l’altro giorno sono andata alla “sagra della castagna” a Manziana, un paesino che si trova vicino il lago di Bracciano nel Lazio. E girando fra le varie bancarelle, non poteva mancare quella dei libri usati a 1 euro ciascuno.

Quando mi capita di andare a queste festività la prima cosa alla quale penso sono proprio queste bancarelle, che io adoro. Potrei stare ore ad ammirare tutti quei libri polverosi che chissà quale storie raccontano, ma, ad essere sincera, molto spesso non bado alla trama ma alla data di pubblicazione. Ebbene si, adoro l’idea di aver in mano un oggetto che magari ha il doppio dei miei anni, o anche il triplo. Mi chiedo, chissà chi lo ha sfogliato prima di me, chissà dove è stato comprato, chissà cosa hanno provato le persone che lo hanno letto. è come avere un pezzetto di storia nelle tue mani, e una volta che lo hai comprato, e diventa tuo, sei così soddisfatto che per almeno una settimana dopo l’acquisto lo guardi sognante sulla tua libreria e lo sfogli miliardi di volte solo per il gusto di farlo.

Alla sagra ho comprato un libro di Arthur Conan Doyle, “le indagini di Sherlock Holmes”, ho tutti i romanzi del famosissimo detective, ma quello mi mancava e non ho potuto fare a meno di comprarlo. Potete immaginare la mia faccia quando la signora della bancarella lo ha messo in una bustina per poi consegnarmelo. Un libro vecchio e anche di uno dei miei scrittori preferiti che racconta le avventure di uno dei miei personaggi letterari preferiti. Che gioia.

Quando finirò di leggerlo scriverò un articolo che riguarderà interamente il personaggio di “Sherlock Holmes” più una piccola critica al romanzo.

E voi? Preferite i libri vecchi o quelli nuovi? Siete come me che impazzite alla vista di un libro? Fatemi sapere con un commento.

 

L.R.

Cosa ne penso di “Leatherface”!

Leatherface-locandina

A differenza di molti di voi, magari amanti dei Thriller-Horror, io non ho mai visto la saga di “non aprite quella porta”, nonostante questo genere di film mi intrighi molto.

Ieri sera convintissima che sarebbe uscito il nuovo “IT”, sono andata al cinema e con mio grande dispiacere ho scoperto che la data che avevo trovato su internet, era sbagliata e che il nuovo film, tratto dal romanzo di Stephen King, sarebbe uscito in realtà il 19 ottobre.

Ormai però ero decisa a voler vedere un Horror o Thriller a tutti i costi, perché sapete quando siete super gasati per qualcosa e non vedete l’ora di farla? ecco. Ormai ero in vena, quindi, insieme al mio ragazzo, abbiamo deciso di vedere “Leatherface” senza sapere di cosa trattasse realmente.

LA TRAMA *SPOILER ALLA FINE*

Ambientato nel 1955 in Texas. La storia comincia con il compleanno di uno dei protagonisti, Jedidiah, detto Jed, Sawyer. Jed faceva parte di una famiglia di criminali che aveva come hobby preferito quello di adescare delle persone, a caso, ed ucciderle nel peggiore dei modi: facendole a pezzi ecc., ma, a differenza dei suoi fratelli e della madre, il bambino era meno incline a questo genere di crimini.

La famiglia Sawyer, nonostante i forti sospetti che la polizia nutriva nei loro confronti, non veniva mai accusata dei crimini commessi; finché un giorno la vittima fu la figlia del ranger Hal Hartman, Betty Hartman. La ragazza, attirata in un fienile dal piccolo Jed, viene uccisa brutalmente dai fratelli del ragazzino. La polizia accorse poco dopo, chiamata dal fidanzato della vittima, ed il padre di Betty prese in custodia il figlio più piccolo della famiglia Sawyer, Jed, facendolo rinchiudere nell’istituto “Gorma” che ospitava ragazzi, minorenni, con problemi mentali e potenziali criminali.

Dieci anni dopo, all’istituto, prende servizio  Elizabeth come infermiera. Durante il suo primo giorno conosce Jed, che cambia nome in Jackson, e il suo amico Bud. A Jed, piace la nuova infermiera, e le suggerisce di recarsi nella stanza del dottore, responsabile dell’ospedale, per vedere cosa realmente facevano in quel luogo, ai ragazzi “malati”.

Nel frattempo, la madre di Jed, continua a pretendere di voler vedere il figlio, per parlargli. La sua richiesta viene respinta e lei, contrariata da questo ennesimo rifiuto, decide di fare una pazzia e cerca di parlare con il figlio a tutti i costi scatenando una vera e propria “anarchia” nell’istituto.

Elizabeth viene rapita da Ike e  Clarice, due psicopatici dell’istituto, e da Bud e Jed che sembra l’unico a mostrare simpatia e tenerezza per l’infermiera.

Per una serie di eventi il ranger, padre di Betty, che ha fatto rinchiudere la maggior parte dei “detenuti” dell’istituto, incluso anche Jed, riesce a catturare il ragazzo ed  Elizabeth per vendicare la figlia morta. Ma i fratelli Sawyer riescono a liberare il fratellino e rinchiudono l’infermiera e Hal in una stanza della casa prima di ucciderli.

Il ranger, viene ucciso da Jed mentre tenta la fuga. Elizabeth cerca di convincere Jed che c’era del buono in lui e che in realtà non voleva ucciderla ma era solo spinto da “quella pazza della madre” (citazione della ragazza) a farlo. A queste parole Jed, senza alcuna esitazione taglia la testa alla ragazza, con la motosega, usata anche per uccidere il ranger.

Nessuno viene incriminato per questi omicidi, e la famiglia Sawyer ne esce pulita per l’ennesima volta.

COSA NE PENSO? 

Principalmente a me questo film è piaciuto molto. Non è stato necessario vedere l’intera saga di “non aprite quella porta” perché, diciamo che anche come storia a sé, regge molto bene.

Da perfetta romantica, come sono, e da amante dei lieti fine ho odiato il finale. Mi aspettavo che Jed ripensasse a quello che stava facendo e che risparmiasse Elizabeth ed invece, con mia grande sorpresa perché vi assicuro che ero convintissima di questo, l’ha uccisa a sangue freddo.  A parte questo “piccolissimo” dettaglio, mi è piaciuta molto la trama, perché è abbastanza complessa e non si svolge sempre allo stesso modo, ma ha parecchi colpi di scena. I luoghi, sono sempre diversi quindi non è statico e nemmeno troppo lento, ma abbastanza dinamico e fluente.

Un’altra cosa, però, che non ho apprezzato è stato il poco interessamento nel descrivere le storie dei vari personaggi; del perché si trovassero in quell’istituto e della loro vita prima della reclusione. Sarebbe stato interessante, secondo me, sapere qualcosa in più su di loro giusto per rendere il tutto più coinvolgente e completo. Ma nel complesso ho apprezzato davvero molto la trama ed anche a livello cinematografico, è fatto molto bene.

Gli attori sono stati davvero bravissimi, sopratutto Sam Strike, che interpreta il ruolo di Jed alla perfezione. E, per tutti gli amanti del “Trono di Spade” possiamo trovare l’attore di Loras Tyrell, Finn Jones, che interpreta il ruolo di uno dei poliziotti incaricati di trovare i quattro fuggitivi.

A parte queste osservazioni sui personaggi ed il finale non a lieto fine, ma questa è una critica del tutto personale, consiglio la visione di questo film.

Vi lascio il link del trailer ufficiale in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=rO887nGGUoE ;

E la locandina del film (all’inizio dell’articolo). Buona visione.

L.R.

WHAT?! Un film su Voldemort?!

Penso conosciate tutti la celebre saga della scrittrice J.K.Rowling. Esatto, parliamo esattamente di lei: Harry Potter.

Diverso tempo fa mi è capitato di imbattermi nel trailer dell’ipotetico “film” sulle origini di Voldemort, il mago oscuro che per tutta la saga tenta di uccidere Harry invano. Inizialmente l’idea mi piaceva, anche se non era stata scritta dalla Rowling, mi piaceva che finalmente qualcuno avesse deciso di spiegare perché Voldemort si comportasse così da stronzo e perché non fosse assolutamente in grado di provare sentimenti positivi, come l’amore o l’amicizia (giusto per citare Harry). Ma sono rimasta spiacevolmente delusa quando d’un tratto compare una pinco pallino, premetto non esiste nelle fantasie della Rowling, della casata dei Grifondoro, che promette a Tom Riddle (Voldemort) di fermalo e di ucciderlo.

Adesso io mi chiedo: ma perché?!

Se questo film deve trattare la storia e le origini di Voldemort, allora perché non attenersi ai libri direttamente? Perché inserire un personaggio che non esiste? Solo per creare questa sfida fra il bene e il male? Ma per quello c’è Silente signori miei!

Il punto è che: questo personaggio è, a mio modesto parere, del tutto INUTILE e fuori tema; perché non esiste nelle fantasie della persona che ha creato il mondo di Harry Potter.

L’idea di base è bella, sarebbe interessante mostrare la motivazione del perché Voldemort è cattivo, è una cosa scritta unicamente sui libri quindi molti magari non lo sanno; ma il fattore di inserire “un’eroina” pronta a fermarlo ed ucciderlo, secondo me non ha alcun senso, per il semplice fatto che non è stata la Rowling a crearla.

In ogni caso, sono molto curiosa di vedere questo “film”, quando avrò visto con i miei occhi potrò giudicarlo. Per ora mi limito a fare osservazioni sul trailer già uscito su internet.

L.R.

“Io prima di te”. Esiste anche un “io dopo di te”

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Chi non ha mai visto o letto questo libro almeno una volta? Tutti. Tutti sappiamo la triste storia di Louisa e Will: Lui, a causa di un terribile incidente, è costretto sulla sedia a rotelle per il resto della vita. Lei, una ragazza alla ricerca di un cambiamento nella sua vita ordinaria e anche un po’ monotona, trova lavoro come “badante” a casa di Will, che inizialmente la tratta con freddezza ed indifferenza. Purtroppo, nonostante il bellissimo rapporto d’amore che si andrà ad instaurare con il tempo, Will non sembra volersi smuovere dalla sua decisione del suicidio assistito.
Ma, se tutti conoscono questo bellissimo romanza, dalla quale è tratto anche il film che vede come protagonisti: Emilia Clarke, famosa per la parte di Daenerys nel “Trono di spade”, ed Sam Claflin, protagonista di “scrivimi ancora” insieme alla bellissima Lily Collins; non molti sanno dell’esistenza di un seguito, dalla quale non è tratto alcun film: “io dopo di te”.
Lo so, lo so; non storcete subito il naso, prima va letto e poi giudicato. Io lo lessi subito dopo aver letto “io prima di te”.
L’inizio è molto lento, parla della vita di Louisa dopo la morte di Will; lei è molto provata dalla perdita di Will, quindi diciamo che da questo romanzo non dobbiamo aspettarci troppo entusiasmo da parte della protagonista, anzi il contrario. Vi chiederete: si ma deve succedere qualcosa, altrimenti che lo scrivi a fare? Certo. Infatti alla porta della nostra cara Lou, un giorno bussa la figlia di Will.
La storia si basa sopratutto su Louisa che cerca di fare integrare la “figlia illegittima”, con la famiglia del suo defunto ragazzo. Nel frattempo conoscerà un uomo, della quale si innamorerà.
Questo sequel non vuole dare un lieto fine, ne vuole dare un contentino ai lettori; a mio parere, vuole semplicemente mandare un messaggio molto chiaro: anche se siamo vittime di tragedie che ci fanno passare dei brutti momenti e ci buttano giù, ci sarà sempre, per ognuno di noi, una buona motivazione o una speranza, per rialzarci e continuare la nostra vita.
Quindi consiglio vivamente la lettura di questi due bellissimi libri.
L.R.

 

Hey you! Benvenuti.

Salve a tutti voi,
quello di cui parleremo qui riguarda me, voi e tutto quello che circonda e fa parte delle nostre vite.
Non scriverò solamente di gossip piccanti ma anche di attualità, di politica, di libri, di film e chi più ne ha più ne metta.
Ricordate che informarsi, al giorno d’oggi, è importante quanto è importante saper leggere e scrivere. FONDAMENTALE.
Buona giornata a tutti voi.
L.R.